ANT: Una nuova guida per l’immaginazione sociologica

Bruno Latour è stato un intellettuale di grande respiro, un docente appassionante, un fine e brillante relatore, un autore ironico e spiazzante. La sua opera, tuttavia, non è facilmente classificabile: si è occupato con crescente successo, premi e notorietà internazionale di laboratori scientifici, sistemi di trasporto pubblici, microbi, del Consiglio di Stato francese, della religione,…

Bruno Latour è stato un intellettuale di grande respiro, un docente appassionante, un fine e brillante relatore, un autore ironico e spiazzante. La sua opera, tuttavia, non è facilmente classificabile: si è occupato con crescente successo, premi e notorietà internazionale di laboratori scientifici, sistemi di trasporto pubblici, microbi, del Consiglio di Stato francese, della religione, dell’economia, della politica, di ecologia e Antropocene. Non è sempre possibile, quindi, ricondurne pensiero e lavori in un’unica matrice significativa. La prima sensazione, di fronte ad una simile varietà, è lo smarrimento. Eppure, al di là della ricchezza e della pluralità delle opere, il lavoro di Latour presenta una traiettoria ben identificabile. Egli propone, infatti, di ri-descrivere la modernità, rivisitarne le istituzioni, immaginando, come proverà a sviluppare soprattutto nei suoi ultimi lavori, una possibile via d’uscita oppure una sua radicale riforma. Su questo crinale, per la verità, Latour oscillerà più volte, soprattutto a partire dal suo Non siamo mai stati moderni, in cui riflette sulla distanza tra le pratiche e i discorsi della modernità. Ed è un lavoro di riforma che implica, come argomenta Latour in Reassembling the Social, un’altra sociologia. 

https://riviste.morlacchilibri.com/index.php/indiscipline/article/view/208

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